By Published On: 22/07/2020Categories: CorpoTags:

Se nel 2015 mi avessero detto che a distanza di cinque anni sarei stata qui a scrivere questo post sul tema della “Body Positivity” con 20 kg in più addosso, forse non ci avrei creduto.

Probabilmente mi sarei immaginata enorme, con chissà quali rotoli… E al mare chi ci va poi, che imbarazzo dio mio!

Invece, sorpresa, eccomi qui, sopravvissuta, viva e vegeta, in salute, ancora in forma, e se non proprio magrissima comunque in peso forma.

20 kg che in realtà pesano più come 20 anni in termini di consapevolezza, crescita personale, accettazione del proprio corpo e serenità.

Cinque anni in cui ho coltivato la mia personalità e ho abbracciato sempre più le tematiche femministe che mi hanno fatto aprire gli occhi e capire quanto in questa società noi donne siamo costantemente distratte dall’obbiettivo di magrezza, bellezza e giovinezza assolute, più che da questioni realmente importanti.

Dicevo, se qualche anno fa avessi immaginato di essere a questo punto con il mio corpo, forse mi sarebbe venuto un attacco di panico: le cosce, i fianchi, ma poi a pensarci bene anche le tette, che quando ero magra magra non ho mai avuto (e mai avrei pensato di averle, e invece!).

Quest’anno alla soglia dei trent’anni mi sento come se avessi fatto l’upgrade da ragazza a donna, che poi è solo uno stato mentale, ma è così che mi sento.

E questo cambiamento si riflette sopratutto sulla percezione che ho di me stessa nel mondo e di conseguenza del mio corpo nel mondo. Un corpo che forse oggi per la prima volta vedo in modo più distaccato e oggettivo, per scoprire che è un corpo normalissimo, comune, come ce ne sono tanti, senza difetti abominevoli né pregi particolarmente invidiabili, ma è un corpo unico e in salute, è il mio corpo, e tanto basta.

Qualche settimana fa in montagna

Qualche settimana fa, mentre facevo trekking in montagna ed ero tutta concentrata sulla mia fatica e sulla bellezza del paesaggio intorno a me, ho provato un senso di profonda gratitudine nei confronti di questo mio corpo, sempre così maltrattato e disprezzato: sono stata grata di essere in salute, tutta intera, in forze, e che proprio grazie alle mie gambe, ai miei muscoli, ai miei polmoni potevo essere in quel posto e in quel momento per godermi tanta bellezza.

Vi sembra una cosa da poco? Per me non lo è, affatto. Penso che dovrebbe essere ben più importante che essere carine o apparire belle e desiderabili in costume.


E questo non significa che io non sia o non mi senta bella e desiderabile (vestita o in costume è uguale), ma che questa non è la mia priorità assoluta rispetto a tutte le cose belle che posso pensare di fare con il mio corpo.

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Ci sono dei piccoli episodi che rimangono impressi, anche se lì per lì non gli diamo troppa importanza: uno di questi per me è legato a delle foto in costume che pubblicai nel 2015, all’apice della mia magrezza o quasi, comunque senza dubbio pesavo quasi 20 kg in meno di oggi.

Ed ero magrissima, avevo le ossa che mi uscivano di fuori, mi si vedevano le costole sia sul petto che sul busto, non avevo un filo di seno e le cosce si toccavano appena… Portavo una taglia 42 o una S che dir si voglia.

Pubblicai quelle foto in costume molto orgogliosa del mio corpo, della mia magrezza e nonostante tutto delle mie curve (cosce e fianchi ci sono sempre stati).

E fu proprio in quell’occasione che mi sentii dire da altre ragazze che: quel costume mi stava male, che non mi valorizzava, che avrei dovuto scegliere un modello PIÙ ADATTO AL MIO FISICO. Il mio fisico taglia SMALL.

Questo episodio mi fa arrabbiare ancora oggi se ci ripenso ed è l’esempio perfetto per capire che:

  • non si è MAI abbastanza magre, anche quando si è già magre
  • noi donne siamo costante oggetto di un giudizi non richiesti e tutti/e si sentono in diritto di darne

Sono arrivata alla conclusione che la magrezza è uno stato mentale e non un traguardo personale oggettivo, perché anche quando si è magre non ci si rende abbastanza conto di esserlo e gli altri non fanno che ricordarci costantemente che potremmo esserlo sempre un po’ di più.

In realtà, la magrezza nella vita non mi ha portato nulla di più di quello che ho adesso e di quello che posso fare adesso. Sono sempre io, la stessa identica persona, il mio peso non ha influito in alcun modo sulla mia intelligenza, sul mio carattere, sulle mie capacità.

E questa, se ci pensate bene, è una scoperta straordinaria: non dipendiamo dal nostro peso, il nostro posto nel mondo, la nostra vita, le nostre amicizie, le nostre relazioni… Tutto dipende da qualcosa che va ben oltre l’aspetto.


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Solo oggi mi rendo conto di essere cresciuta come una ragazzina e una ragazza magra, e ancora oggi sono una donna abbastanza magra, solo con qualche curva in più.

Eppure, quando ero magrissima non sapevo di esserlo, ero costantemente bombardata da persone che mi ripetevano che avevo il sedere troppo grosso, i fianchi troppo larghi… E quello che provo oggi è solo tanta rabbia per aver ceduto a tutte quelle critiche sul mio corpo, senza avere gli strumenti per difendermi e amarmi di più.

Sono arrivata a questo punto di accettazione solo ora, anche se questa è una riflessione che sto maturando da mesi e finalmente sono riuscita a metterla nero su bianco davanti allo schermo del mio computer.

La scrivo perché ricordo come mi sentivo qualche anno fa, a come il mio corpo fosse totalmente in balia del giudizio altrui e come questo mi faceva stare male.

Io oggi (ho addirittura le tette!)

E ve lo confesso, è per questo che alla fine ho preferito prendere le distanze dal mondo del fitness che passa sui social, fatto di una continua esposizione del proprio fisico, della pressione degli obiettivi da raggiungere e della perfetta forma fisica da mantenere a qualunque costo. O, peggio ancora, di dover ostentare a tutti i costi dei supposti difetti (“dopo mangiato anche io ho la pancia gonfia”: ma va???).

Era diventata una gabbia, dorata ma pur sempre gabbia, che rischiava di intrappolarmi in una logica che non mi appartiene e di generare persino dei disturbi veri e propri. L’unico culto del corpo che voglio condividere oggi è quello per un corpo in salute e a suo agio, privo di giudizi e imposizioni.

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Cinque anni fa scrivevo questo post “Di cosce e costumi: parliamo di prova costume e bikini body“, oggi mi guardo indietro e mi vedo con gli occhi di una sorella maggiore, con tenerezza e apprensione.

Indipendentemente dal nostro peso e dal nostro aspetto fisico, essere donne e sentirsi bene con se stesse in questa società non è facile, ogni cosa ci rema contro per creare insicurezze e destabilizzarci.


Non sto dicendo che essere magre e in forma e prendersi cura di sé e del proprio aspetto sia sbagliato (io stessa lo faccio), sto solo cercando di spostare l’attenzione su noi stesse come persone più che sul giudizio e sui condizionamenti che vengono dall’esterno e riguardano solo il nostro aspetto.

Spero che questo post lungo e frammentario sia riuscito a portare un po’ di quel messaggio che era nella mia testa: amiamoci e vogliamoci bene; non giudichiamo e non giudichiamoci troppo duramente; accettiamo il nostro corpo come un mezzo per una vita felice e non come il fine.

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