By Published On: 09/11/2020Categories: Serie TvTags: ,
La regina degli scacchi serie tv Netflix

Qualche giorno fa ho iniziato per caso La regina degli scacchi” su Netflix (Queen’s Gambit nel titolo originale) e mi sono ritrovata immersa in una serie bellissima e completamente inaspettata.

Un tema apparentemente noioso come quello degli scacchi si rivela fin da subito capace di dare vita a una narrazione appassionante dove talento, dedizione, competizione, amicizie, amore e vicende personali si fondono per tenere incollati allo schermo per tutte e 7 le puntate.

La serie è autoconclusiva e nell’arco di circa 7 ore di narrazione ci fa immergere nella vita di Elizabeth Armon, un personaggio di fantasia che per la sua complessità sembra più autentico che mai (sì lo ammetto, sono andata a cercare se la vicenda fosse ispirata a fatti storici o meno e sono rimasta delusa nello scoprire che è tutto inventato :( ).

La regina degli scacchi trama

Basata sull’omonimo romanzo del 1983 di Walter Tevis, “La regina degli scacchi” è una miniserie originale Netflix di 7 puntate.

Rimasta orfana di madre durante un incidente automobilistico, Elizabeh Harmon detta Beth va a vivere in un orfanotrofio femminile, dove viene cresciuta ed educata per diventare una signorina per bene.

Animo ribelle fin da piccola, a soli otto anni scopre il mondo degli scacchi, grazie al custode dell’istituto che le insegna a giocare nel sottoscala tra una punizione e l’altra.

Fin da subito è chiaro che la bambina ha un enorme talento per il gioco, un vero e proprio prodigio che la porta a confrontarsi con rivali molto più grandi ed esperti di lei e a vincere ogni volta in poche mosse.

la regina degli scacchi moda anni sessanta

La storia parte dall’infanzia e accompagna la protagonista attraverso tutto il decennio successivo: l’adozione, le prime gare importanti e poi il titolo di campionessa degli Stati Uniti e poi ancora oltre, fino a sfidare il campione del mondo in carica.

Ma la storia non è tutta rose e fiori: le vicende personali rischiano più volte di compromettere la carriera e il successo di Beth, la quale fin dalla giovanissima età soffre di dipendenza da farmaci, alcool e fumo.


La protagonista cresce in un mondo difficile, è costretta a diventare adulta prima del tempo e poi si addentra in un contesto tutto maschile sfidando le consuetudini del tempo.

E seppur con tutte le sue fragilità, si dimostra una giovane donna piena di talento, in gamba, capace di badare a se stessa e di raggiungere grandissimi obiettivi, nonostante i momenti difficili che ostacoleranno il suo percorso.

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Elizabeth Armon: la campionessa di scacchi che ama la moda

Ma ora veniamo a noi e al pretesto di questo post: i meravigliosi outfit indossati dalla sua protagonista, la regina degli scacchi Beth Armon interpretata dall’attrice Anya Taylor-Joy.

Coprendo circa un decennio di storia, la serie mostra il periodo che va dalla metà degli anni Cinquanta, quando Beth era solo una bambina, alla fine degli anni Sessanta, quando Beth cresce, inizia a vincere i suoi primi tornei e a spendere i suoi soldi in vestiti da sogno.

La moda degli anni Sessanta è rappresentata con grandissima ricchezza di particolari, attenzione ai dettagli, alle sfumature, ai cambiamenti più o meno percettibili che la attraversano in prossimità di inizio e fine decade (con un piede già nella moda degli anni Settanta).

L’interesse di Beth per la moda ha probabilmente origine da un pretesto pratico: privata della possibilità di vestirsi in modo più vivace negli anni dell’orfanotrofio, si rende conto della sua “diversità” quando poi viene adottata da adolescente e inizia a frequentare la scuola pubblica.

Allora come ora, l’abbigliamento rappresentava una forma di integrazione e un mezzo di accettazione, per cui la protagonista percepisce se stessa come diversa e viene additata come tale dalle ragazze della scuola.

Con i soldi del suo primo torneo vinto acquisterà un bellissimo abito alla moda e da quel momento lo shopping diventerà la sua più grande passione insieme agli scacchi.

queen's gambit outfit anni sessanta

In questo gesto però non c’è solo un atto di vanità o frivolezza, quanto piuttosto un’emancipazione dalla sua condizione precedente di “povera orfana” e la conquista di una propria indipendenza economica e decisionale.

Il tema della moda e dell’abbigliamento quindi si carica anche di una valenza più profonda, e in effetti a farla da protagoniste in questa serie sono proprie le donne: al suo fianco Beth ha la madre adottiva che diventerà la sua agente, nonché sua grande amica e sostenitrice.


Insieme si avventurano in un mondo fino a quel momento fatto quasi esclusivamente di soli uomini e la differenziazione dei personaggi e la portata innovativa e dirompente di Beth passa molto anche attraverso l’abbigliamento (immaginate la potenza della situazione: una giovane ragazza alla moda in una stanza piena di uomini di mezza età in giacca e cravatta).

queen's gambit outfit anni sessanta

Con i suoi outfit meravigliosi Beth ci fa sognare di tornare indietro nel tempo e vestirci come lei, portare quel caschetto rosso fuoco che poi negli anni diventare un carrè con il fondo arricciato, così tipico degli anni Sessanta.

Minigonne, mocassini, ballerine, bluse di seta, gonne a ruota, abiti con i bottoni sulla schiena, foulard al collo, colletti importanti, e poi ancora stampe optical come quadretti e pied de poule, cappottini sartoriali (che ucciderei per avere), il tartan, le camicette sotto i vestiti, i mezzi tacchi, le stringate doppio colore, i leggings, i maglioni over, le fasce tra i capelli, gli occhiali da diva e potrei continuare all’infinito.

L’importanza dell’abbigliamento emerge anche dal modo un cui la macchina da presa indulge sui particolari, portando l’occhio di chi guarda a soffermarsi su ogni piccolo dettaglio e sui mutamenti della moda in relazione al tempo che passa e ai cambiamenti vissuti dalla protagonista.

Ti piace la moda vintage? Guarda anche: LO STILE DI MISS FISHER: COME VESTIRSI ANNI VENTI

queen's gambit Netflix Anya Taylor-Joy

La regina degli scacchi: la miniserie Netflix da non perdere

Come dicevo all’inizio, “La regina degli scacchi” è stata una rivelazione inaspettata: dopo una prima puntata un po’ lenta, la storia si è avviata diventando più avvincente a mano a mano che il talento della protagonista maturava e prendeva vigore.

Ho divorato le puntate in pochi giorni, rimanendo affascinata sia dal personaggio che da tutto quello che rappresenta: una bambina prodigio, orfana, cocciuta e ribelle che sfida tutto e tutti per il suo obiettivo.

Un mix di lucidità e follia che caratterizza tutti i grandi geni e tanti temi sullo sfondo che danno vita a un personaggio complesso e sfaccettato.

A me la serie è piaciuto molto, la moda anni Sessanta è solo una buona scusa in più per vederla e rivederla e prendere ispirazione per i miei prossimi outfit vintage inspired! :)

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