By Published On: 20/02/2020Categories: YogaTags:

“Voglio imparare a stare a testa in giù” (o a fare la verticale, o sirsasana, che dir si voglia): ecco il mio unico vero proposito di questo 2020.

Un obiettivo pratico, concreto, raggiungibile e sopratutto misurabile sotto forma di piccoli, ma continui, progressi.

E così ho iniziato ad allenarmi, già da novembre dello scorso anno a dire il vero… Ma fino a inizio gennaio, della verticale neanche l’ombra!

Questo perché, come ho scoperto ben presto, fare l’invertita sulla testa (o sirsasana, come la chiamiamo a yoga) è una questione complessa, che ha a che fare con:

  • l’equilibrio
  • la fiducia (di buttarsi all’indietro)
  • la flessibilità
  • gli addominali
invertita sulla testa Sirsasana  headstand
Invertita sulla testa o sirsasana

Come potete immaginare, ogni punto ha le sue criticità: ho abbastanza addominali e tono muscolare per tenere tutto il mio corpo dritto mentre sono a testa in giù? No, non ne avevo molti quando ho iniziato. Ora inizio a vedere i benefici di un allenamento costante.

Sono abbastanza flessibile da riuscire a stendere una gamba in verticale sopra la mia testa, mentre l’altra è ancora poggiata a terra? Il primo mese di allenamento è stato incentrato solo sul riuscire a fare questo movimento per raggiungere la flessibilità necessaria (inutile provare a fare la verticale se non riusciamo nemmeno ad alzare una gamba).

Equilibrio: dov’è? Come si trova? Non è ungiate per tutti. Va cercato, piano piano, spingendo il proprio corpo più in là di volta in volta, fino a trovare quel punto che fa sollevare l’altra gamba come per magia (se si sale con una gamba alla volta).

E infine, la fiducia. Una parola che può fare paura, soprattutto quando si tratta di fidarci di noi stessi e del nostro corpo. Perché a un certo punto dovremo pur “buttarci” e provare a vedere che succede (ma sempre senza darsi lo slancio). Col rischio di cadere, sia chiaro.

E se cado? Mi faccio una risata e mi rialzo, e ci riprovo da capo, tutto qua.

Questo è un po’ come è andata, per ben tre mesi e mezzo in cui ho fatto scorta di tanti piccoli consigli, mentre imparavo ad ascoltare il mio corpo e dargli fiducia, nell’attesa che quel movimento si compiesse da solo come per magia, come se fosse la cosa più naturale del mondo.


invertita sulla testa Sirsasana headstand
Una variazione di sirsasana

E poi è successo per davvero, al punto che quasi non me ne sono accorta: all’improvviso ero a testa in giù, ero salita da sola mantenendo l’equilibrio e non lo avevo perso nemmeno tirando su la seconda gamba, e così sono rimasta per pochi, preziosissimi, secondi.

Decidete che una cosa si può e si deve fare e troverete il modo.

Abraham Lincoln

In quel preciso momento, mi sono sentita incredibilmente felice e soddisfatta, perché finalmente tutti gli allenamenti e i progressi avevano un senso e il mio obiettivo si era concretizzato in modo inatteso, eppure così naturale.

E allora ho capito alcune cose:

  • che nella vita, proprio come nello yoga, bisogna godersi il processo e apprezzare ogni singolo progresso
  • che dobbiamo imparare a fidarci di più di noi stessi/e e del nostro corpo, che istintivamente sa sempre cosa fare, ma possiamo imparare ad aiutarlo con l’allenamento
  • che lavorare su un obiettivo concreto e raggiungibile insegna ad apprezzare meglio le piccole cose dentro e fuori dalla pratica
  • che concentrarsi interamente su quello che si fa in un preciso momento aiuta a raggiungere un livello di lucidità senza precedenti

Il bello dello yoga, poi, è che il momento della pratica è qualcosa che apparentemente avviene in una sala, ma in realtà è qualcosa che succede dentro di noi e ci accompagna anche al di fuori.

Ora che ho imparato tutte queste cose, la strada per perfezionare la mia invertita sulla testa è ancora lunga, ma da questa esperienza porto con me una grande lezione.

Piano piano, sto cambiando quello che è il rapporto con me stessa, sto imparando ad avere il controllo del mio corpo e della mia mente e sto acquisendo sempre più la fiducia nelle mie capacità (e se poi cado, non fa niente).

Con questo post non volevo invitarvi a mettervi necessariamente a testa in giù nel senso letterale delle parole, ma semplicemente a cambiare punto di vista su voi stessi/e e sulle vostre capacità.

E poi, perché no, a iscrivervi a un corso di yoga, che fa sempre bene.

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