Gli anni del liceo

Le lezioni di vita imparate sui banchi di scuola sono quelle che non si dimenticano mai. Dimenticheremo le date di una guerra, dimenticheremo come si costruisce il grafico di una funzione, dimenticheremo i pronomi latini, dimenticheremo tutte quelle informazioni che ci hanno riempito la testa in un periodo della vita in cui avevamo tante altre cose a cui pensare, cose che ci sembravano infinitamente più importanti degli stati della materia e della teoria della tettonica a placche. Ricorderemo invece le amiche, i ragazzi, le risate, le autogestioni, le gite, i metodi per copiare durante i compiti in classe, le ingiustizie dei professori, il nostro banco: tutte memorie che valgono centomila volte di più di qualsiasi formula o bel voto. Perché sono proprio questi gli anni più luminosi, più puri, più intrisi di speranze per il futuro, così incoscienti e libere. Sui banchi di scuola si vive il passaggio dagli anni dell'adolescenza e quelli dell'età adulta, si entra poco più che quattordicenni, si esce diciannovenni, si esce quasi uomini, quasi donne. Forse ci scontreremo con le difficoltà della vita vera, forse faremo i conti per arrivare a fine mese, forse ci trasferiremo in un città lontana per continuare a studiare, metteremo tanti punti, chiuderemo tante porte, inizieremo nuove parentesi e nuove pagine bianche, apriremo portoni, cancelli e varcheremo nuovi luoghi sconfinati della realtà e della fantasia. Chi saremo? Cosa faremo? Come diventeremo? Quasi quattro anni sono passati da che mi ponevo queste domande martellanti, quando la vita mi sembrava solo un giardino con delle mura intorno e una piccolo cancelletto. Ora mi sembra una distesa sconfinata, non so se sono fuori o dentro, so solo che ci sono, e ripenso ancora una volta a quegli anni neanche troppo lontani ma già circondati da una sorta di alone ovattato e mistico. A volte avrei voglia di riviverli, e allora lo faccio nei modi che conosco: indosso un look in perfetto stile collegiale, riguardo vecchie foto, alzo il telefono e risento vecchie amiche. E alla fine ho la sensazione che tutto vada come deve andare, e resto semplicemente in attesa di scoprire cosa mi riserverà il futuro.

P.s. Se vi piace questo stile, date uno sguardo anche al mio outfit nel post intitolato "School Girl".

outfit gonna parigine mocassini

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WHAT I WAS WEARING
Skirt - Le Coq Sportif
T-shirt - Camaieu
Over the knee socks - Calzedonia
Shoes - Dorking
Necklace - Tally Weijl

27 comments

        • Federica 4 novembre, 2013 at 20:06 Rispondi

          Arrivare qui dal nulla e dire a una persona che non conosci che si veste “di merda” è questione di educazione eccome, invece. E preferisco di gran lunga essere malvestita agli occhi di una sconosciuta che essere una maleducata. E se vuoi una spiegazione di come si possa non apprezzare qualcosa in modo educato, per esempio avresti potuto esprimere un commento costruttivo dicendo cosa avresti cambiato. Ma evidentemente chiedo troppo, per cui tanti saluti!

  1. marghe 4 novembre, 2013 at 16:30 Rispondi

    penso agli anni del liceo quasi tutti i giorni, alla spensieratezza, a quanto mi sono divertita e a tutte le amicizie che di li mi sono portata dietro fino ad oggi!

    Bello il tuo look!

  2. federica 4 novembre, 2013 at 16:53 Rispondi

    beh, è triste ammetterlo ma dalla mia maturità sono passati ben 10 anni, e devo dire che i ricordi sono davvero molto offuscati… l’unica cosa che mi rimane è la sensazione di spensieratezza di quegli anni…. ah… se potessi tornare indietro alcune scelte sarebbero diverse…!

    Federica
    La Ragazza dai Capelli Rossi

    • Federica 5 novembre, 2013 at 18:58 Rispondi

      Brutti tempi per te? 😛 Neanche io li rifarei eh, però ne conservo un bel ricordo, quanto meno per i compagni e le parti più piacevoli :*

  3. Valentina Tassone 4 novembre, 2013 at 22:51 Rispondi

    Ad essere sincera io ho apprezzato solo i primi due anni di liceo, poi per forza di cose ho cominciato a cambiare una scuola all’anno senza mai ritrovare una classe unita come la prima. Ultimamente ci penso spesso, quei primi due anni potrei forse definirli i più belli della mia vita per le persone che avevo intorno e il mio modo di vivere totalmente spensierata. Nel tempo ho perso quelle amicizie che ritenevo le migliori, il ragazzo a cui tenevo tanto, l’ingenuità, ma quando ci ripenso non posso fare a meno di sorridere e sentirmi felice per aver vissuto quei due anni di liceo bellissimi!
    Che bel post Fede, mi hai fatto tornare in mente tante cose 🙂

    • Federica 5 novembre, 2013 at 19:01 Rispondi

      A chi lo diciiii!!! Non li rifarei neanche io, non è che ho scritto cose simili in un raptus di nostalgia? Ahahah, no scherzi a parte, sto molto meglio ora a livello personale e anche in quanto a indipendenza…Però tutto sommato è un periodo che ricorderò sempre con piacere 🙂

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