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Paura delle distanze

Riflettevo. Pensavo a come, alla fine, la mia paura più grande sia quella delle distanze, per tanti motivi diversi.

Distanze che allontanano inesorabilmente, fisiche e spaziali.

Che colpiscono due persone che prima erano A e B e le fanno diventare A e C, poi A e F, poi A e S, e infine A e Z.

Una volta, prima di addormentarmi, ho avuto un pensiero che mi ha letteralmente annichilita. Ho pensato a come sarebbe stato rincontrare per strada, magari per caso, magari dopo anni, una persona che fino a quel momento avevo molto amato. E l'immagine di due estranei che si sorridono chiedendosi "come stai?" "bene, grazie e tu?" "freddino oggi eh?!" "sì, molto", mi ha annientata. Il non sapere più nulla l'uno dell'altro, lo starsene lì in piedi senza avere nulla dirsi - o non avere il coraggio di dirsi molto -, perché la vita si è messa in mezzo e quello che prima era un rivolo d'acqua è diventato un fiume d'esperienze impossibile da guadare.

Queste distanze che si creano, che si mettono tra le cose, tra le persone, tra le cose e le persone...Io le odio.

La consapevolezza di lasciar passare sempre troppo tempo, io che il tempo lo vivo in modo assolutamente soggettivo: in una dimensione tutta interiore, dove distanze tra oggi e ieri non ce ne sono, dove un vecchio dolore è sempre un dolore, dove un ricordo è ancora il presente, dove i momenti condivisi valgono più delle chiamate non fatte.

Cos'è che ci divide, allora? La paura, probabilmente. E intanto il tempo passa, e le distanze aumentano.

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1 comment

  1. Chiara 1 dicembre, 2015 at 11:17 Rispondi

    Che poi il senso di un blog non dovrebbe essere proprio questo? Esser se stessi attraverso le parole? Io ti leggo sempre con molto piacere…. Un po’ perché la stesura dei tuoi pezzi va via leggera e senza sforzi… Ma soprattutto perché mi fai riflettere.
    Le lontananze annientano.
    A volte aiutano, ma molto più spesso annientano. E se da una parte allontanarsi quando è il momento fa bene, dall’altra ti fa percepire quanto siano precari certi rapporti. Se serve così poco per distanziare due persone, forse era solo destino che finisse.
    Spesso mi sono domandata se la sbagliata fossi io, se fosse colpa mia la fine di un’amicizia o di una storia… Poi mi sono semplicemente risposta che non è colpa di nessuno. Ad un certo punto qualcosa si incrina, e tutto quello in cui credevamo, a cui davamo importanza, muta.
    Ma spesso, la via per farcela e proprio questa.

    Bellissimo post, come sempre .
    Chiara

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