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You are not a sketch: say NO to anorexia

Ennesima campagna contro l'anoressia? Direi di sì, ma personalmente mi ha colpita molto. Geniale la trovata dall'agenzia Star models e dalla Revolution Brasil, che ci mostra quale sarebbe il corrispettivo della realtà se le modelle dovessero attenersi agli standard imposti dalla moda, in particolare dai figurini, gli sketch disegnati durante il processo creativo di una collezione. Il messaggio "You are not a sketch" invece ribadisce in modo chiaro "tu non sei un disegno", per ricordarlo a tutte le ragazze (ma anche ai ragazzi) che si lasciano cadere nel tunnel di questo disturbo alimentare per inseguire un modello malato. La taglia canonica proposta e poi imposta dal sistema-moda, negli anni è andata sempre più rimpicciolendosi: dalla morbida 44-46 delle pin-up alla 36-38 dei nostri anni. Un calo drastico di peso che spinge le donne a costanti rinunce e sacrifici, tra diete e palestre, ma che in alcuni casi può addirittura sfuggire al controllo sfociando in casi di grave sottopeso e malnutrizione.
Perciò ho trovato questa campagna brasiliana di grande impatto e anche se la notizia è di qualche settimana fa, ho voluto ugualmente condividerla con voi per ribadire questo forte messaggio e impegno veicolato da immagini shock...Perché la moda è bella, ma la salute lo è ancora di più!

P.s. Le modelle che appaiono in queste foto non sono realmente così scheletriche, ma con l'uso di Photoshop sono state rese più simili possibile agli sketch, soprattutto per quanto riguarda le proporzioni e le misure.

Photo credits: Star Model

19 comments

  1. Alessandra 2 maggio, 2013 at 11:18 Rispondi

    L’avevo già vista qualche giorno fa…Fa molto riflettere, complimenti per aver pubblicato questo post, purtroppo parlando di moda si deve tener conto di questo “lato oscuro” che molti vogliono dimenticare.
    Brava!

    Un bacio <3

  2. UronS 2 maggio, 2013 at 13:30 Rispondi

    Meraviglia, sono assolutamente d’accordo *__*
    Non so che darei per trovare le art director di queste agenzie per stringergli la mano <3
    Sarà perché sono una disegnatrice e vivo con la comunicazione di immagini tutti i giorni, ma grazie al mio lavoro mi sono resa conto più volte di come e quanto le persone piuttosto che guardare realmente la loro bellezza naturale, si perdono in stereotipi made in tv o altro per cercare una vera gratificazione da parte degli altri; e purtroppo alla fine risulta un modo per ottenere poi un input d'amore verso sé stessi. Purtroppo ce lo dimentichiamo troppo spesso: dobbiamo prima amare noi stessi per ciò che siamo, per come la natura ci ha fatto, anche nei difetti, invece di farci fare il lavaggio del cervello dai media e dalla nostra negatività 'pensando' che quell'immagine e/o quel tipo di donna/uomo sia ciò che possa renderci felici per sentirci inseriti all'interno della società. Anche l'altro giorno quando ho visto la nuova pubblicità della Dove, l'ho trovata geniale, mi ha commosso molto, mi auguro che anche voi la guardiate, anche quella è stata un'idea meravigliosa 😉

  3. Airali's Passion 2 maggio, 2013 at 13:41 Rispondi

    Veramente d’impatto, non la conoscevo!
    Ma da fashion designer posso dire che un conto è lo schizzo del figurino, un conto è tutta la produzione. Se certe aziende continuano a proporre modelli di vestiti che stanno bene sono alle magrissime, allora non cambierà mai questo sistema.
    E’ più importante cercare di:
    – progettare una collezione che stia bene ad un ampio raggio di taglie (ad esempio 38-48) -e per fortuna esistono molte aziende anche per le taglie forti, vedi Elena Mirò-
    – proporre nelle campagne delle modelle con un corpo sano e bello da vedere, per quanto “bello” sia soggettivo. Intendo che non siano scheletriche 🙂

    Finchè questi due punti non verranno rispettati, continueremo a vedere modelle scheletriche con abiti che a una 46 starebbero da cani.

    • Federica 2 maggio, 2013 at 14:05 Rispondi

      Infatti credo che sia molto più facile pensare e realizzare un vestito per un corpo piatto, senza forma, piuttosto che per un corpo con le curve. Quindi in un certo senso usare come riferimento delle taglie 36-38 rende il processo creativo molto più facile e veloce. Essere in grado di vestire una 38 come una 48, questo sì che è difficile…le aziende dovrebbero prenderlo come stimolo per fare sempre meglio! ;D

  4. federica 2 maggio, 2013 at 19:28 Rispondi

    questa si che è una campagna efficace… mette i brividi… non voglio essere ipocrita, onestamente credo che gli abiti in passerella siano molto più belli e valorizzati da una figura filiforme… ma da questo alle modelle denutrite e con problemi di alimentazione… come dire… CE NE PASSA!!!

    Federica
    La ragazza dai capelli rossi

  5. S 2 maggio, 2013 at 19:40 Rispondi

    Di certo è una campagna che colpisce!
    Quello che trovo strano è il voler assomigliare ad un figurino… Un conto sono le modelle che per quanto photoshoppate rimangono esseri umani, ma l’idea di voler assomigliare ad un disegno mi sembra assurda!D’altra parte anche i vestiti non saranno mai dal vero come quelli disegnati!
    Un bacio!
    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it

    • Federica 2 maggio, 2013 at 22:47 Rispondi

      Ma no, il discorso non è voler assomigliare ad un figurino…il figurino ti fa capire qual è il corpo ideale per cui sono realizzati gli abiti…quindi diciamo che il sistema moda aspira a vestire donne-scheletro, che non corrispondono affatto alla realtà e anzi veicolano un messaggio sbagliato e anti-salutare!

  6. smilingischic 3 maggio, 2013 at 00:07 Rispondi

    Questa campagna è sconcertante. Fa pensare.
    Credo che ci dovrebbe essere più sensibilità sull’argomento anche nelle scuole. Le nostre adolescenti continuano ad avere miti errati e fuorvianti purtroppo. Brava… un bel post!
    un abbraccio.

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