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26 anni!

Dicono che alle signore non bisogni mai chiedere l'età: la trovo un'usanza sciocca, ridicola e sessista. Come se noi donne dovessimo vergognarci di crescere e, perché no, invecchiare. Non è certo il mio caso, che di anni ne compio "solo" ventisei, ma il ragionamento non cambia. Sono molto fiera dei miei anni e di tutta la vita vissuta che si portano dietro, pochi o tanti che siano: e sono certa che questo mio sentire non cambierà anche quando sarò più grande.

Un'altra cosa che non cambia mai, è il mio essere sempre un po' malinconica e sentimentale, sopratutto quando devo fare questo genere di post: motivo per cui, di solito, evito. Ma non vogliatene se in questo periodo mi sento un po' più espansiva e ho piacere a mettere per iscritto qualche pensiero sparso sull'anno appena trascorso.

Dicevano che i 25 anni sarebbero stati un anno importante, una sorta di breaking point, un punto di rottura. Ho aspettato pazientemente che arrivasse il mio turno e devo dire che sì, così è stato.

Non ricordo un anno più importante, voglio proprio metterla in questi termini: l'anno dei 25 è stato il più importante delle mai vita fino ad ora! Se quelli passati sono stati "il più bello" o "il più brutto", direi che gli avvenimento del 2016 appena trascorso si aggiudicano la palma d'oro in ordine di importanza.

Dire che ho realizzato molti dei miei sogni più grandi suonerebbe un po' retorico, eppure, lasciando da parte il glitter e guardando le cose in modo concreto, devo dire che è esattamente così. Che poi, più che di sogni, forse è il caso di parlare di obiettivi: è vero, ho sognato in grande; ma ho portato a casa un meraviglioso risultato.

I 25 anni per me saranno la realizzazione: sono riuscita ad andare via di casa, via dal paesino che mi stava troppo stretto e sono approdata stabilmente a Roma; una distanza che per molti non sembrerà significativa, ma che ha completamente rivoluzionato la mia vita dandomi la possibilità di fare tutto quello che prima non ero riuscita a fare. E così lo scorso ottobre sono andata a vivere a Garbatella, il quartiere della città che più amo e che rappresenta a tutti gli effetti la mia dimensione ideale.

Con me c'è Cosimino, il mio gattino che tra qualche giorno compirà il suo primo anno: una pallina di pelo che mi combina un guaio dietro l'altro, mi fa tremila dispetti, piange e fa i capricci, ma che al tempo stesso è la luce delle mie giornate e ha realizzato uno dei desideri che mi portavo dietro fin da bambina, avere un gatto appunto.

Un'altra delle prime cose che ho fatto, appena trasferita a Roma, è stato iniziare un corso di ballo e da lì mi si è aperto un mondo meraviglioso: lo swing, il lindy hop, il charleston, il jazz, il blues, gli anni venti, Trenta e Quaranta, e poi chiaramente tante nuove amicizie e una nuova passione che mi riempie di carica e positività.

Ma la cosa più importante, quella che forse meglio concretizza l'esito di un mio percorso interiore, è l'essere tornata all'università, un tasto dolente che per un paio d'anni mi ha lasciata in sospeso. Dopo la triennale, ho vissuto dei momenti di alti e bassi che mi hanno portato a intraprendere altre strade, senza essere nemmeno troppo convinta che fossero quelle giuste. Ho salutato le mie amate materie letterarie e mi sono ritrovata a fare i conti con analisi dei dati e nozioni tecniche di cui non capivo un granché. Dopo essermi a lungo sentita inadeguata, sono riuscita ad ammettere a me stessa di aver fatto la scelta sbagliata solo un anno e mezzo più tardi: senza rimorsi e con un gran sollievo ho chiuso questo capitolo. La domanda "e adesso che si fa?" è però arrivata in modo repentino: la risposta, invece, si è fatta attendere a lungo.

Tra una cosa e l'altro, posso dire di aver trascorso quasi 3 anni a cercare "la mia strada", per poi scoprire che era a portata di mano dietro l'angolo, proprio da dove ero partita. Sono tornata sui libri più felice che mai, scegliendo di studiare Editoria con l'obiettivo di poter fare il lavoro che amo, a contatto con la cultura e con i libri. Ho capito che la mia strada non può essere che questa e, da quando ho questo obiettivo chiaro davanti a me, mi sento più forte che mai, una carica inarrestabile. Essere sicuri delle proprie scelte è la fonte più autentica di nutrimento per la propria autostima, e io non ne ho mai avuta così tanta, finalmente decisa e realizzata in tutti gli aspetti che hanno caratterizzato questo anno appena trascorso.

La lezione che ho imparato, al di là dei momenti felici e di quelli più difficili, è che nessuna esperienza è inutile, non esiste "tempo perso": esistono invece deviazioni, ostacoli da superare, prove da affrontare. Che se la vita fosse sempre facile e lineare, non sarebbe poi così bella. Ciò che ho capito, è che anche quando crediamo di essere immobili, ci sentiamo affondare e non abbiamo più riferimenti intorno a noi, da qualche parte è all'opera il filo del destino che un giorno ci condurrà dove dobbiamo essere. E a un certo punto, come alla fine di un percorso, magicamente ho realizzato come tutti quei fili lasciati in sospeso poi si siano ricongiunti segnando finalmente un percorso chiaro e sicuro: e io ero mille volte più ricca di vita, più forte, e non mi restava che percorrerlo.

Io, il mio gatto, la mia casina, la città che amo, una nuova passione, tanti libri, un percorso di studi finalmente giusto per me, nuovi incontri e le idee ben chiare: in una parola, la felicità. Quella vera, autentica, pura, data dal sentirsi completi e sereni, finalmente sulla strada giusta. I miei 25 anni mi hanno regalato una cosa preziosissima a cui aspiravo da una vita: l'equilibrio; l'ho dovuto trovare da sola e dentro di me, con non poca fatica e parecchie lacrime, ma alla fine mi ha portato alla gioia più grande, la consapevolezza di essere esattamente dove ho sempre voluto essere.

Mi sento una donna forte e indipendente, realizzata e felice: non potrei chiedere di meglio. Queste sono tutte le ragioni che hanno reso i miei 25 anni l'anno più importante della mia vita. Ho lavorato sodo per raggiungere tutti i miei obiettivi e ci sono riuscita perché ci ho creduto fino in fondo. Per questo nuovo anno della mia vita che inizia non so cosa aspettarmi, sono pronta ancora una volta ad accogliere tutto il bello e il brutto che mi aspetta e mi auguro semplicemente di conservare il più a lungo possibile la stessa felicità che ho in questo momento!

P.s. Avrò rispettato i buoni propositi dello scorso compleanno? SCOPRILO QUI: 25...Io direi di sì! 😉

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